Chiesa di Santa Scolastica

La Chiesa del Monastero di Santa Scolastica sorge sul primo oratorio di San Benedetto, di cui, nel 1962, si sono scoperte le tracce.
Molto probabilmente nel secolo IX una seconda chiesa fu costruita su quella preesistente, come si può dedurre dai resti che affiorano da sotto il campanile e presenti nella chiesa più moderna. Una terza chiesa, consacrata nel 980 da Benedetto VII, fu edificata in stile romanico e, nel 1300, fu rifatta, mantenendo immutate le dimensioni, secondo lo stile gotico-cistercense.
È ancora possibile vedere, nel transetto, i resti del rosone originario. Nella zona superiore ed inferiore della parete orientale dello stesso vi è un dipinto che rappresenta la Pentecoste ed è ambientato in una città; nella parete occidentale è raffigurata l’Ascensione; nella parete settentrionale oggi sono visibili solo le scene laterali, che rappresentano l’ “Incoronazione della Vergine”, di un affresco, il cui centro è andato distrutto nella costruzione della volta di copertura del transetto attuale. Il famoso architetto Giacomo Quarenghi, nel 1769, restaurò la Chiesa in stile neoclassico, seguendo la struttura gotica precedente.
Possiamo ammirare il bel portale gotico, i cui elementi decorativi ricordano l’architettura cistercense del basso Lazio, con un affresco nella lunetta e, ai lati del portale, altri affreschi di scuola senese del secolo XIV, con scene della vita di San Benedetto: l’episodio del Goto, il tentativo di avvelenare il santo col vino e il castigo inferto al monaco infedele.
La Chiesa è a croce latina, ad una navata di forma rettangolare irregolare, quasi un trapezio, con volta a botte e con decorazioni risalenti ai restauri del Quarenghi, che si ispirò al Palladio e in particolare alla chiesa del SS.mo Redentore alla Giudecca (Venezia); l’abside, a semicupola, sostenuta da due colonne, fu terminata nel 1852 dall’architetto Giacomo Monaldi; nelle cappelle laterali sono visibili vari dipinti. Nel 1052-53, forse sulla torre campanaria della chiesa del 980, costruita a sua volta sul nartece della chiesa del IX secolo, di cui restano quattro grossi pilastri con altrettanti archi, fu fatto innalzare dall’abate francese Umberto il campanile a cinque piani.
Gli ultimi due piani furono successivamente rifatti, anche se non si sa ben definire l’epoca, e lo si deduce dalla cornice di archetti romanici intrecciati. Il lato rivolto ad est presenta minor rilievo decorativo: non ci sono trifore, ma bifore con pilastro al centro. Nel lato sud la decorazione è a due ordini di nicchie a fondo piatto, con gli archivolti circondati da ghiere di laterizi di forma romboidale.
Nell’arcata del lato est, vicino alla Chiesa, è presente una pittura del secolo IX, che raffigura un cerchio, simbolo di Dio, nel quale è evidente la Sua mano benedicente, quale segno di fecondità. Nell’arcata opposta sono pitture risalenti al IX-X secolo e sono rappresentati, al centro, l’Agnello di Dio, e agli angoli gli Evangelisti e i loro simboli zoomorfi.
Una novità, rispetto alla pittura tradizionale dello stesso periodo, è data dalla figura di San Matteo, che ha la faccia di un uomo o di un angelo e il corpo di un animale.