Cortile dei Corvi

Dalla Chiesa Superiore del Monastero di San Benedetto, attraverso il braccio destro del Transetto, si accede ad un ambiente del Sacro Speco detto “Cortile dei Corvi”.
Il nome bizzarro è dovuto al fatto che fino a non molto tempo fa vi si allevavano alcuni corvi, a ricordo del corvo che portò via il pane avvelenato, che il prete Fiorenzo aveva offerto a San Benedetto allo scopo di ucciderlo, secondo il racconto di San Gregorio Magno.
Nella prima campata della Chiesa Inferiore un affresco, dipinto da un collaboratore del Conxolus, lo raffigura. Oggi, nel fondo del Cortile dei Corvi c’è un’edicola con una statua di San Benedetto, in marmo bianco.
Il Santo è rappresentato in atto di sollevare la testa per guardare le cime aggettanti del monte Morra, al quale vorrebbe dire le parole che si trovano scritte in basso: “Feram, o rupe, non minacciare i figli miei”.